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Archivio mensile:luglio 2009

OVVERO

Presso gli studenti di giapponese, in particolare maschi, di Lingue Orientali a Venezia si favoleggia spesso sulla maniera in cui in Giappone ragazzi e ragazze si rapportano. Mentre nel medioevo i mercanti passavano le serate a raccontarsi dei tetti d’oro di Cipango, oggi a tenere banco sono i konpa (anche detti gokon), “tradizione” nipponica che prevede l’incontro di uomini e donne single in pari numero, tutti riunitisi (solitamente a cena in un qualche ristorante) apposta per tromb trovare la propria anima gemella.
Nelle fantasie dei suddetti studenti non è raro che la serata poi termini con un’orgia al karaoke, sospirando alla luna mentre si pensa a quanto siano sempre avanti i giapponesi.
Da alcuni mesi mi è capitato spesso di farne. Di konpa, non di orgie al karaoke.
Avendo molti colleghi giapponesi di età compresa tra i 25 e i 30 anni e sempre curioso di scoprire aspetti nascosti della… cultura giapponese sono stato fortunato testimone di ciò che altrove è solo leggenda.

DOVE

I konpa si svolgono solitamente in un izakaya o locale qualunque.

QUANTI

I partecipanti non sono mai più di 8, a parte eccezioni di cui accennerò sotto, che secondo me già son troppi se si vuole riuscire a sondare bene il terreno.

COME

I konpa possono svolgersi nelle più disparate maniere.
Solitamente si tratta di eventi spontanei, nati da amiche di amiche che portano amiche di amiche. Ci si riunisce a mangiare da qualche parte e si chiacchiera un po’. A konpa di questo tipo ho partecipato due volte.
Poi ci sono locali, come uno che conosco, son stato una volta e vi ci porto se volete, che organizza konpa a base mensile. In pratica il gestore non fa altro che riunire (penso tramite prenotazione) uno stesso numero di ragazzi e ragazze, organizza i tavoli, sposta la gentei per stimolare la serata ecc. Lui ci si riempie il locale, tu sai che bene o male a fine serata avrai la mail di qualche tipa.
Infine ci sono i konpa super strutturati, i famosi 出会いサポート, se non lo leggete meglio così, organizzati da vere e proprie aziende. Il loro flusso è pesantemente organizzato, vale a dire si ha un tot di tempo per parlare con una tipa e poi si passa a un altra. Poi c’è un secondo giro, altri dieci minuti di “ripasso” da dedicare alla tipa che ci ha colpito di più e amenità varie.
Il metodo Toyota applicato ai rapporti umani. Ci tengo a precisare che di konpa di questo tipo me ne hanno solo parlato gli amici. Nella mia azienda vanno molto di moda. Ma io non ci sono mai stato. Mai.

IL BELLO DEI KONPA

Il bello dei konpa è che se un italiano fa un konpa la serata diventa subito memorabile. Può essere una merda, possono esserci i mostri, può finire in un nulla di fatto, ma tanto già sei consapevole dello stupore e dell’invidia che susciteranno nella amiche quando racconteranno che al konpa c’era un italiano. Ma un italiano qualunque eh, può essere anche Girolamo Panzet Lino Banfi. Però c’era un italiano.

LA FREGATURA DEI KONPA

Il periodo migliore per fare i konpa, a quanto pare, è tra i 20 e i 24 anni. Si tratta del momento più proficuo perché in questa età le giapponesi single sono ancora normali. Per gli uomini il problema è di entità minore, ma dovete sapere che le ragazze in Giappone diventano estremamente pericolose a partire dai 25-26 anni.
Esiste il detto secondo cui una donna giapponese è come una torta di Natale… va mangiata il 25, dal 26 comincia a rovinarsi. L’ultimo dell’anno non la vuole più nessuno. Che siano vittime di un sistema sociale particolare è indiscutibile, ma al di là delle considerazioni filosofiche, nella vita quotidiana è sempre meglio guardarsi le spalle quando si è nelle vicinanze di una tipa attorno ai 30 anni, vista la forte tendenza di queste a cercare semplicemente un modo per sistemarsi. A meno che non siate senza scrupoli e pronti a sfruttarle unicamente per il vostro piacere, in quel caso accomodatevi pure.
Ci sono le consuete eccezioni, ma su questo punto penso di poter dire la mia.
Io, ancora abbastanza lontano dai 30, ma molto più lontano dai 20, ho partecipato a konpa di età media un po’ troppo alta per i miei gusti. Nella fascia verde ho trovato ancora qualcuno, ma si tratta solitamente di prede molto ambite dei famelici artigli dei giapponesi. Il primo konpa in particolare, caricato di sogni e speranze di una vita, si è rivelato la fabbrica dei mostri, una vera delusione.
I colleghi mi hanno detto che secondo loro ho bevuto troppo quella sera, ma sinceramente credo che una bottiglia di Albana di Romagna fosse anche poco!

IN CONCLUSIONE

Andate ai konpa, ma andateci con la gente giusta e i contatti giusti. Siate falchi. E’ una guerra. E non chiedete direttamente l’età.

Quando le giapponesi superano la cresta dei 25 anni (inoltrandosi in un’età molto pericolosa per noi uomini romantici e amanti della libertà) tendono a non dire più l’età molto volentieri, schermandosi dietro al fatto che in Giappone non è buona educazione chiedere gli anni a una ragazza.
Certo certo… quelle rughette però dan da pensare.
Potreste provare a domandare da quanti anni lavorano e se hanno o meno fatto l’università. Si tratta di metodi buoni, ma macchinosi e prevedono calcoli imprecisi e fallaci.

Ma da oggi in poi, grazie al vecchio Tonari, avete un metodo infallibile per sapere l’età di una giapponese senza chiedergliela direttamente. E’ un metodo testato e garantito, partorito dalla millenaria saggezza di questo popolo e tramandatomi dai supremi maestri.

1981: anno del gallo.
1982: anno del cane.
1983: anno del maiale.
1984: anno del topo.
ecc…

Sono sicuro che avete già capito: per sapere l’età di una giapponese, basta domandarle il suo segno nell’oroscopo cinese e farsi poi un semplicissimo calcolo.
Ok, i segni si ripetono ogni 12 anni ma a quel punto immagino sappiate distinguere tra una 30enne e una 18enne (e se non ne siete capaci vi va benissimo anche la 30enne).

La vostra interlocutrice non potrà esimersi dal rispondere (che male c’è, chiedo solo il segno =D) e voi vedrete la vostra curiosità soddisfatta.

Ovviamente lei può sempre mentire e a quel punto si passa al metodo “stordimento e furto della patente”.
Ma di questo ne parleremo nella prossima puntata.

NB: canonicamente i segni dell’oroscopo cinese cambiano a fine gennaio-inizio febbraio, credo in concomitanza con l’anno nuovo cinese. Sbattetevene, i giapponesi non se ne curano, almeno quelli che conosco, e solitamente fanno coincidere l’inizio del nuovo segno col primo gennaio.

Come molti sanno bene io, pur trovandomi in Giappone, non vivo a Tokyo, Osaka, Hiroshima o in una qualunque altra città dove gli occidentali normali (e sottolinerei normali) vanno a stare quando si trasferiscono nell’arcipelago nipponico. No, sarebbe troppo semplice. Io vivo in provincia, nel Kansai occidentale, in una cittadina che pur avendo 100mila abitanti è campagna, ma campagna dentro: non ci sono luoghi di ritrovo, i negozi non sono molti, le persone hanno una mentalità diversa da quella degli abitanti delle grandi città.

Ma non finisce qui: la mia città è così campagna (ma campagna dentro) che ci sono anche i famigerati comitati di quartiere. Cosa fa un comitato di quartiere? Di preciso non lo so, immagino organizzi eventi di vario genere.
Io di norma sento solo gli annunci.
Gli annunci già, perché dovete sapere che proprio vicino casa mia ci sono quattro fottuti altoparlanti da cui, a intervalli irregolari, sono reso partecipe delle eccitanti vicende del nostro maledetto quartiere.

Perché fottuti altoparlanti? Perché da loro esce la voce di un fottuto speaker che si è messo in testa di fare i suoi annunci la mattina alle 8, qualunque sia il giorno della settimana.

Immaginatemi stanco dopo un settimana di duro lavoro. Poniamo il caso che abbia libera solo la domenica, cosa che si verifica molto spesso. Mettiamo che sia ieri ad esempio. Vi sembrerà incredibile ma io alle 8 di domenica mattina ancora dormo. E improvvisamente, assordante come un rombo di tuono e lungo come il coito di un maiale, irrompe lui.

“自治会のみなさま、おはようございます” BUONGIORNO A TUTTO IL VICINATO

ZZZzzz… eh… ma che cazz….

“悲しいお知らせを申し上げます” HO UNA TRISTE NOTIZIA DA DARVI

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ANCOOOOOORAAAAAA???

E la giornata fa un salto avanti in allegria: nel 99% dei casi il nostro ci annuncia che è morto qualcuno, Tizia Caia Sempronia di anni 203, madre di Pinca Pallina. Vi assicuro che lui invece è in ottima salute, li mortacci sua.

L’annuncio dura almeno 3 o 4 minuti e non c’è modo di sfuggirgli. Premuroso, ci dà tutti i dettagli su ora e luogo del funerale, invitandoci a partecipare alle ultime esequie dell’estinta (a cui sia chiaro non addosso alcuna colpa).
E tu sei lì, disperatamente aggrappato ai calcagni di Morfeo, che quasi quasi riesci a riaddormentarti quando

“繰り返します” RIPETO

NOOOOOOOO NON DEVI RIPETEREEEEEE!!!!!!!!!!!!!

Ma nessun dio ascolta le mie preghiere e lui ricomincia tutto da capo, impietoso.

Tra l’altro ormai lo odio così tanto che anche se sono già sveglio mi viene troppo voglia di imbracciare un kalashnikov e mettere fuori uso lui e quegli stracazzo di megafoni, scommetto tra gli applausi di tutto il quartiere, in trionfo come un nuovo Masaniello.

Conosco la sua voce ormai e me lo sono immaginato molte volte. Prima o poi saremo faccia a faccia maledetto e ti assicuro che il giorno dopo ci sarà qualcun altro a fare “un triste annuncio”. A mezzogiorno si spera.

La password del post di prima non è quella solita.

Per leggerlo vi basterà inserire il nome della prima squadra di Holly, Tom e Bruce… sì proprio quella che sfidò la compagine di Benji nelle prime puntate di un cartone di cui ormai avrete capito il titolo.

Ragazzi, più facile di così!