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Archivio mensile:aprile 2010

La mia adorata Okinawa è la meta del viaggio aziendale… o meglio la sarebbe dovuta essere grazie ai 9 voti contro 7 del Vietnam e 2 della Corea!

E invece proprio quando stavo per pubblicare un post trionfante “guardacaso” viene fuori che a Miyakojima (la località designata) è tutto pieno!!!

Credo dico credo o meglio SPERO che allora si vada almeno in Corea, perché in Vietnam proprio non c’ho voglia. Ma dai su, ce li vedete 15 giapponesi e 1 italiano in Vietnam… pare l’inizio di una barzelletta.

Piuttosto speriamo che la Corea mi riservi qualcosa di interessante.

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La settimana scorsa ho trovato al konbini un volumetto dell’ennesima riedizione di Ranma. E’ uno dei primi numeri e va dallo scontro con il duo di pattinaggio sul ghiaccio Sanzenin-Shiratori all’entrata in scena di Shan-pu.

Appena apertolo e posati gli occhi su una vignetta del combattimento tra Ranma e Sanzenin sono stato per un attimo catapultato nell’Italia del 1996, quando il primo numero di Ranma rappresentò il mio primo contatto coi manga. Per qualche secondo la sensazione mi è rimasta addosso.

Comprato il fumetto e tornato a casa, mi sono messo a sfogliarlo sul divano. Non l’ho letto da cima a fondo, ho solo dato una scorsa alle pagine più importanti, comparando di tanto in tanto l’originale giapponese con quello che ricordo della traduzione italiana. Complice un po’ di vino è iniziato un viaggio mentale negli ultimi 14 anni della mia vita (minchia se sono vecchio): in particolare mi sono domandato come reagirebbe quel giovane virgulto un po’ nerd patito degli anime se potessi incontrarlo adesso e dirgli “Figliolo, tu tra 14 anni sarai laureato in Giapponese, vivrai e lavorerai in Giappone e avrai una ragazza (!) giapponese (!!)”. Penso che il ragazzino sverrebbe schiumando dal piacere. Beh almeno a lui non sono venuto meno.

Poi mi sono soffermato su argomenti più prosaici: ad esempio l’incomparabile superiorità dei primi numeri di Ranma su quelli successivi, quando il fumetto comincia essere una semplice galleria di macchiette senza arte né parte e la continuità della storia viene sacrificata per allungare a dismisura il brodo d’inchiostro; oppure la fine della serie, un insulto di Rumiko Takahashi a tutti i fan che si aspettavano succedesse qualcosa tra Ranma e Akane (se notate bene il rapporto tra i due è sviluppato più nei primi dieci-venti numeri che in tutti quelli successivi); o ancora la scomparsa del Dottor Tofu.
Sì signori, il dottor Tofu, un personaggio in origine tutt’altro che secondario eliminato per non si sa quale motivo dall’autrice. Eppure il suo rapporto con Kasumi avrebbe potuto dare ancora molto alla storia. Dove sei finito Dottor Tofu?
Forse rifiutato da Kasumi sei caduto in disgrazia e finito nei bassifondi di Osaka a spacciare crack e marijuana? Forse in viaggio per le fonti di Jusenkyo sei stato catturato da un gruppo di terroristi islamici cinesi e ora ti maceri nella prigionia nutrendoti di radici e carcasse?

Non lo so e non lo sapremo mai, caro Dottore. Ma non meritavi una fine così ingloriosa.

Buddha si incazzava? E chi lo sa, forse no.
O forse non era venuto a sapere il giorno prima (venerdì) che quello successivo (sabato) e dopo ancora (domenica) invece del tanto agognato riposo, visto che già non è abbastanza morire sotto gli straordinari quotidiani, avrebbe dovuto pure lavorare a una maratona.

Una maratona piccola? 4000 persone, affluenza considerevole.
Una maratona vicina? 5 simpatiche ore di macchina.

E STO CAZZO NON CE LO METTIAMO?

Non bestemmio solo per non offendere la sensibilità di persone che conosco e so leggere questo blog (motivo però sufficiente a farmi considerare l’idea di chiuderlo e aprirne uno solo per sfogarmi).
Perché vedete io non sono contro le bestemmie, le dico spesso e volentieri, evito solo di farlo davanti a chi so prendersela, per quieto vivere e per non sorbirmi magari il solito astuto sillogismo “Se non credi non ha senso che bestemmi.”

Ah sì?
E CHI SE NE FOTTE SE NON HA SENSO. Mi sto INCAZZANDO, non sto elaborando un teorema.
Le imprecazioni non hanno bisogno di un senso. Porca paletta. Per dindirindina. QUESTE HANNO SENSO?

Ci sarebbero altre considerazioni da fare, ma mi fermo per il quieto vivere di cui sopra.

Dio, se esisti ti fischieranno molto le orecchie oggi. Io ti ho avvertito. E non sarai l’unico.

Mete candidate per il viaggio aziendale di giugno:

  • Corea del Sud
  • Vietnam
  • Hong Kong
  • Taiwan
  • Macao

Okinawa purtroppo è stata cassata, in quanto già meta dell’interhigh (a cui però andiamo a lavorare eccheccazz). A me sarebbe piaciuto anche vedere Angkor Wat in Cambogia, così poi vi potevo mettere sta canzone.

Nel frattempo è iniziata la programmazione di un nuovo software per le gare di karate… Dovrei farlo tutto io stavolta.
Mi sento un po’ come un giapponese incaricato di progettare e vendere in Italia una macchina per fare la pizza.

2009, ah che anno. Per descriverlo tutto non basterebbe tutto il Mainichi Tonari Shinbun 3, dovrei pubblicare il 4, il 5 e il 6.

Cercherò di essere sintetico proponendovi, come l’anno passato, le dieci canzoni di un anno di Giappone (perché sì, tra parentesi mi hanno rinnovato il visto per altri 3 anni). Riassumiamo molto brevemente la compilation del 2008-2009:

1- Skyclad – Polkageist (maggio)
2 -Private Line – Evel Knievel Factor (giugno – luglio)
3 -Epiclore – The Change of Heart (ottobre)
4 -Green day – Boulevard of broken dreams (ottobre – novembre)
5 -Blind Guardian – Punishment Divine (novembre)
6 -Offspring – You’re gonna go far kid (dicembre)
7 -Galloglass – Dawn of a new Age (febbraio)
8 -Fall Out Boy – I don’t care (febbraio)
9 -Psychopunch – It remains to be seen (febbraio)
10 -Unheilig – Zinnsoldat (marzo – aprile)

Devo ammettere che è stato molto più difficile scegliere 10 canzoni questa volta, l’intensità del 2009-2010 si è riflessa prepotentemente sulla musica, ho scoperto una marea di gruppi nuovi che adesso adoro e ho approfondito la conoscenza del metal con influenze più elettroniche. Molti sono stati gli esclusi eccellenti, mi ha pianto il cuore a lasciare fuori gente come Korpiklaani, Saltatio Mortis, ASP, Hinder, Eisbrecher… ma meglio così, includere troppa roba avrebbe tolto significato alla compilation. Ho preferito pensarci bene e partorire alla fine qualcosa di veramente significativo (per me quantomeno).

Ed eccole, in ordine cronologico:

Oomph – Labyrinth (maggio) 
– Altro che l’Alice di Tim Burton!

In Extremo – Erdbeermund (giugno)
– La parentesi folk del 2009 –

Turmion Kätilöt – Pirun nyrkki (agosto)
– L’ondata finlandese, qua si pesta duro =D. La sentivo a Tokyo d’estate. –

Ruoska – Alasin (agosto)
– L’ondata finlandese, parte seconda. Anche questa, piena estate. –

Terminal Choice – Don’t go (agosto)
– Il bel periodo dei konpa… uguali ai festini in questo video. –

Pain – Save me (settembre)
– I 20 chilometri della staffetta di non so dove a Kobe… e l’ultimo giro questa per non morire lì. Allucinante  =D –

Zeromancer – Dr Online (novembre)
– Sempre più elettronici. =D Questa mi ricorda le due maratone a Hiroshima a inizio novembre. Pioggia torrenziale. –

Dope Stars inc – Fast and beautiful (dicembre)
– Qua si entra proprio in discoteca =D Grande canzone per caricarmi prima di andare ai miei festini di Osaka. –

Freedom Call – Eyes of the world (gennaio)
– Era cominciato il 2010, non so se si nota =D –

Dreamtale – Powerplay (marzo)
– What is a star? Grande potenza in questo nuovo momento di power –

Le ho risentite tutte da cima a fondo mentre postavo i link. E’ incredibile come la vita passi davanti come un film con la musica nelle orecchie.
Ma mi fermo qui coi ricordi, quelli sono per pochi intimi, da raccontare davanti a un bicchiere di vino.

E intanto ci sarebbe già dell’altro da includere nella colonna sonora di questa esistenza come tante nel Paese del Sol Levante.
Di questo però ne riparleremo tra un anno.