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Archivio mensile:marzo 2010

Continuo nella lettura dei romanzi di Oz per l’affetto che mi lega al libro originale e per gli interessanti (a prima vista) personaggi che Baum riesce a costruire.

Tuttavia in “Ozma of Oz” (terzo capitolo della luuuunga saga) i problemi son sempre quelli, gli stessi di “The Marvelous Land of Oz” (il secondo): i cattivi si rivelano sempre dei buffoni, i buoni sono di una bontà al limite del rivoltante e l’improbabilità con cui immancabilmente Dorothy e Co. riescono nelle loro imprese toglie qualunque traccia di suspence dalla storia.
Capisco che il racconto sia pensato appositamente per un target infantile, ma Winnie Pooh e il Vento tra i Salici dimostrano che libri per ragazzi fatti bene possono comunque risultare gradevoli a ogni età.

Facciamo degli esempi. In questo libro compaiono alcuni dei personaggi di Baum finora meglio riusciti: Langwidere e gli Wheelers.

Gli Wheelers. Gli Wheelers nel film “Ritorno a Oz” spaccano e mi piacciono ancora adesso. Ammetto che mi fecero paura quando li vidi da piccolo (mai come la scena del sogno acido di Dumbo, quella mi inquieta ancora, ma comunque abbastanza) .

Per questo ero molto curioso di ritrovarli nel romanzo. E invece tristezza. Ok, mi sta bene che vengano tutti stesi dal robot TikTok, mi sta un po’ meno bene che per neutralizzarli basti sapere che sono… innocui (???)

“You’ll be sorry for treating me in this way,” whined the Wheeler. ”I’m a terribly fierce person.”

“As for that,” answered Tiktok, “I am only a ma-chine, and can-not feel sor-row or joy, no mat-ter what hap-pens. But you are wrong to think your-self ter-ri-ble or fierce.”

“Why so?” asked the Wheeler.

“Be-cause no one else thinks as you do. Your wheels make you help-less to in-jure an-y one. For you have no fists and can not scratch or e-ven pull hair. Nor have you an-y feet to kick with. All you can do is to yell and shout, and that does not hurt an-y one at all.”

The Wheeler burst into a flood of tears, to Dorothy’s great surprise.

“Now I and my people are ruined forever!” he sobbed; “for you have discovered our secret. Being so helpless, our only hope is to make people afraid of us, by pretending we are very fierce and terrible, and writing in the sand warnings to Beware the Wheelers. Until now we have
frightened everyone, but since you have discovered our weakness our enemies will fall upon us and make us very miserable and unhappy.”

Bah.

Langwidere è una principessa con una curiosa particolarità: cambia testa ogni giorno, attingendo a una collezione personale di 30 teste di ragazze giovani e carine.
Adesso.
Voglio dire.
Questo è un personaggio che avrebbe MOLTO da dare alla storia. A parte che un uomo che la frequentasse potrebbe così quasi credere di trombarsi 30 tipe diverse, ma poi perché ha 30 teste? Come se le procura? E’ nata così? Boh, non si sa niente, nei libri successivi non compare e anche qui se all’inizio sembra avere un carattere abbastanza maligno da invogliare alla lettura, con l’arrivo di Ozma si riduce al solito cattivo di cartapesta che sì sembrava cattivo, ma in realtà quel giorno gli giravano solo un po’ i maroni.
E Ozma saputa la storia delle 30 teste si preoccupa? Ma neanche per idea. Allora ho elaborato una teoria: Ozma e Langwidere complici, con Ozma che fornisce teste di Oziane a Langwidere in cambio di qualche favore o dell’alleanza del regno di Ev. Ecco, questo sì che sarebbe uno sviluppo interessante.

Anche qui il film è decisamente superiore: la principessa Langwidere non c’è, ma c’è la strega Mombi che è molto simile, ma più convincente. E lei sì che ci faceva cacare addosso a me e mio fratello.

Che poi il regno di Ev… cioè la storia è incentrata sulla liberazione della regina di Ev e dei suoi dieci figli, schiavi del re degli gnomi. Ma mica schiavi così eh, schiavi perché venduti dal vecchio re di Ev al suddetto governante gnomico in cambio della vita eterna. Beh interessante.

Peccato che il re di Ev, preso dai sensi di colpa, si sia suicidato subito dopo, un vero coglione DOC.

E in tutto ciò gli gnomi che colpa hanno? Nessuna. Però arriva Ozma a dire che no non sta bene, che il re è morto, il patto non vale più e li deve liberare.

Ma scusa eh.
Tu.
Sì tu.
Ozma.
Principessa di Oz.
Ma i cazzi tuoi?

E per farlo Ozma col suo esercito da burletta su cui soprassediamo arriva a Ev attraversando il deserto che circonda Oz. Adesso, se qualcuno ha letto il Mago di Oz sa che Oz è separata dal mondo da un deserto INSUPERABILE, dove se ci metti piede diventi sabbia o qualcosa del genere. Ma no, non Ozma, lei ha ricevuto un tappeto rotolante magico da Glinda (la strega buona del sud) che guarda caso ce l’aveva giusto un attimo in magazzino. Basta camminarci sopra.

Per attraversare il deserto non ci si mettono neanche due giorni. Non è il deserto è la spiaggia di Bibione praticamente e guarda caso Ozma arriva proprio nel momento in cui Dorothy è prigioniera di Langwidere. Che fortuna eh.

E il libro è tutto così, ci sarebbe ancora molto da dire sul resto dell’avventura e sul regno degli gnomi, ma ho già perso troppo tempo. Fondalmente si finisce con lo sperare che arrivi finalmente un cattivo che possa una volta per tutte nell’ordine

  1. bruciare lo spaventapasseri;
  2. fondere l’uomo di latta;
  3. imbalsamare il leone codardo;
  4. mollare qualche sana badilata sui denti a Ozma e Dorothy.

Comunque se volete leggervelo è scaricabile gratuitamente dal sito del Gutenberg Project.

Peccato, perché avevo riposto molte speranze in questo capitolo, vista la vicinanza col film (la cui trama è un mix di questo libro e del precedente + elementi inediti), film che, se non si fosse capito, consiglio: basti pensare che qui all’inizio Dorothy, a causa delle storie su Oz che continua a raccontare agli zii, viene mandata in cura in una clinica psichiatrica non molto diversa da una prigione. Altro che storielle! =D E pensare che è della Disney.

PS: l’attrice che interpreta Dorothy nel film è Fairuza Balk, comparsa anche in American History X. Per la proprietà transitiva possiamo ipotizzare che la cara Dorothy crescendo sia diventata così: