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Archivio mensile:maggio 2009

Picci non è l’appellativo affettuoso con cui sono solito chiamare le mie ragazze (quelle due-trecento che ho), ma bensì il nome del mio PC, un Compaq Presario 2100 pompato con nuovo HD, RAM aggiuntiva e nuovo lettore CD-DVD nel corso degli anni.

Nel corso degli anni sì, perché Picci ne ha ben 6, un’eternità se pensiamo al ritmo della tecnologia e all’uso intenso che ne ho sempre fatto.
Quante avventure vissute insieme Picci! Quanti viaggi a spasso per due contenti con me sempre a doverti scarrozzare perchè tutti “Non avevi voglia di camminare” (e pesavi pure come un colpo, maledetto).
Quante giornate a giocare e quante nottate fino alle 6 di mattina a forza di “altri 5 minuti e smetto” (epiche le sessioni a Castle Wolfenstein: Enemy territory nel periodo di pausa dei corsi della Keio)!
Quanto tempo passato a stendere la tesi, ad ascoltare musica, a chattare, a navigare, a guardare video (ehm documentari si intende), a sfogliare foto!

Tanto, veramente tanto, lo stesso credo che possedetti l’Amiga 500 plus, compagna della mia infanzia e prima adolescenza (lacrimuccia).
Ma il tempo passa per tutti lo sai (e nessuno indietro lo riporterà neppure noi) ed è giunto il momento che tu assurga ai Campi Elisi elettronici in cui riposano anche il suddetto Amiga e il mio primo PC (200 Mhz MMX, all’epoca mi sembrava una bomba).

Si perché ora è giunto il momento di…

Maccy!!! ^^ Maccy è il mio nuovo MacBook, un passo necessario per arrivare finalmente a possedere l’ultimo sistema operativo che mi mancava da provare. Certo, avrei potuto piallare direttamente Windows e mettere Linux sul vecchio, ma ahimé ci sono alcune cose per cui Linux non è ancora abbastanza “user friendly”. Così, volendomi anche rinnovare l’hardware mi son detto “Che faccio mi piglio Vista?” La risposta già la sapete.

Che scompiglio giovedì quando è arrivato in azienda =D Un mio collega, stupitissimo, mi ha avvertito “Un mac??? Ma… ma lo sai che non ha il tasto destro del mouse!?!? Per me sarebbe una sfida incredibile!”
Eh che tragedia. A parte che se gli attacchi un mouse con due tasti il destro va, ma fortuna che produciamo software eh!
Gente che si avvicinava sbavante poi, via con quelle sordide manacce!! Maccy è solo mio!
In ogni caso il vecchio PC non finirà in rottame: solo il tempo di mettere una partizione con Windows qua e di là asfalterò l’HD per inserirci qualche distro Linux da sperimentare (Mandriva sulla partizione m’ha stufato, forse proverò OpenSuse). E continueremo per sempre a vivere felici e contenti ^^

Ciao Picci ^^ Benvenuto Maccy! =DD

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E’ finita anche questa maledetta settimana, che azzarderei definire una vera “settimana di mrda™”, nella quale avrei spezzato le ossa a più di una persona che mi stava davanti.

A piagarmi è stato in particolare il debutto del mio primo software, il Kokyaku Kanri (“gestore clienti”, notare la fantasia): dopo circa due mesi di sviluppo siamo finalmente arrivati alla fase di beta testing e non vi dico la roba che è venuta giù, bug da correggere, funzioni da implementare, discussioni coi colleghi. Mi sembra di stare partorendo.
Il presidente si è persino un po’ lamentato della mia lentezza (2 mesi appunto) nonostante abbia poi precisato che il lavoro gli piace, anche se appunto dovrei essere più veloce. Eh ha ragione, cosa volete che ci voglia a imparare da zero un linguaggio (Vb.Net) che non ha niente a che vedere con quello che avevi fatto negli 8 mesi precedenti (VB 6) e che nessuno conosce in azienda, per poi tirarci su un software professionale.
E’ una vera cazzata, sono proprio uno stronzo.

Se non altro finalmente pare che il corso di inglese da giugno terminerà, ma la sento veramente come una vittoria di Pirro.

E poi adesso faccio un po’ di outing: sto di nuovo studiando. Seguo un corso per diventare sommelier organizzato dalla Fisar giapponese e vengo or ora dall’esame del primo livello, superato con buoni voti. Grande gioia, grande soddisfazione, ma anche studio forsennato nei giorni passati da aggiungere allo stress da beta testing di cui sopra.
Stavo per sclerare definitivamente: in pratica nella vita non faccio nient’altro se non lavorare e studiare, ho smesso di leggere, ho smesso di scrivere, mi son tenuto solo il jogging e i pesi, che però mi tocca fare alle 6 di mattina. Almeno ieri sera sono stato a cena fuori, chiaramente dopo il lavoro perché di sabato dovevo andare in ufficio.

Ma alla fine verrà fuori un cazzo di buon vino no??

Queste mattine esco di casa, mi guardo in giro e vedo solo persone con la mascherina.

In ufficio mi dicono di star pronto a lavorare domenica prossima perché se qualcuno si ammala ci son rimasto solo io per far maratone.

Allora mi son chiesto ma che succede? Che c’è in giro il T-virus?

Dopo alcune ricerche ho capito: Osaka e la prefettura di Hyogo (vale a dire dove mi trovo) sono i nuovi focolai di influenza suina del Giappone, con Kobe tra le città più colpite dal morbo.

Sono solo contento di essere stato male in Italia, non sarà stata influenza suina, ma almeno i miei anticorpi sono un po’ più sul chi vive.

In ogni caso la mia buona stella mi segue sempre ovunque io vada. Grazie stellina mia =* (stella di merda)

Il virus T.

Takasago tra 10 giorni?

Quando ci sono pezzi di grande giornalismo bisogna dirlo. Pezzi come quello di TgCom che parla dei due amanti incastrati per dire o più belli. Per questo vi riporto il seguente articolo, apparso il 30 aprile 2009 su Il Giornale e scoperto grazie a Numero Zero (che non è tra i “Tonari Approved” a caso) :


Lambertow premitato dai giapponesi

Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi (corsivo mio ndT). Va infatti a Lamberto Dini (nella foto) un premio che Tokyo riserva ai cittadini stranieri: il Gran cordone dell’Ordine del sol levante. La cerimonia di consegna si svolgerà il 10 giugno nella residenza dell’ambasciatore giapponese in Italia Hirosyasu Ando. I meriti di Dini? «Il consolidamento delle relazioni bilaterali tra Giappone e Italia impegnandosi, durante il suo mandato al ministero degli esteri, alla realizzazione di eventi culturali tra 2001-2002». Tempestivi, non c’è che dire. Ma ancor oggi Dini contribuisce «allo sviluppo delle relazioni bilaterali» tanto che è uno dei sei consiglieri del «Praemium imperiale», il Nobel giapponese delle arti.

La risposta dell’ambasciata giapponese in Italia non si è fatta attendere, eppure l’articolo online è rimasto tale e quale, a imperituro ricordo della pochezza a cui può arrivare un quotidiano a tiratura nazionale.

Come scrive anche Neko, speriamo che non salti in testa a Obama di premiare qualche italiano, visto mai che Il Giornale me ne venga a parlare come di “uno sporco negro”.

E così sono finite anche le vacanze: nel momento in cui vi scrivo sono nuovamente seduto sul mio divano nella mia casetta di Takasago, a riprendermi dal viaggio e a prepararmi per tornare a lavoro.

Sono a casa da nemmeno due ore e 2 cose mi hanno già colpito.

1 – Testimoni di Geova. Ancora loro, ormai so che mi hanno preso di mira. Non ho cuore di cacciarli in malo modo, ma, tanto per restare in tema, nevicherà all’inferno prima che ottengano qualcosa da me. Tra l’altro mi son venuti a bussare sì e no mezzora dopo che ero rientrato. Un caso? Mi stanno sorvegliando? Sono coinvolto in un complotto più grande di me?

Ho un brutto presentimento.

Ho un brutto presentimento.

2 – Finalmente il giusto riconoscimento alla mia nobile persona: il console italiano in Giappone e consorte mi hanno invitato per il 2 giugno, Festa della Repubblica, a un ricevimento presso l’Imperial Hotel di Osaka 8) Il programma prevede anche un recital operistico con pezzi tratti da varie opere di Puccini. Come rifiutare? 8) Peccato che sia martedì, dovrei prendere almeno il pomeriggio libero, però per l’occasione si potrebbe fare 8)

E per il resto niente, il viaggio è stato tranquillo a parte alcune turbolenze iniziali e uno strano mezzo incubo fatto nel dormiveglia.
Arrivato mi è venuto il solito giramento di coglioni per la storia di dover lasciare le impronte (e continuano a ripetere la panzana della “lotta al terrorismo” quando il terrorismo in Giappone è sempre stato di stampo autoctono), ma nonostante l’inevitabile rallentamento sono riuscito a prendere l’autobus per Himeji, quindi amen.

Ora mi riprendo e dopodomani mi ributto nella mischia. Bentornato a casuccia Tonari!

Come tutti sanno, i nativi americani non vennero sterminati solo grazie alla superiorità tattica e tecnologica dei conquistadores, ma anche dalla malattie che questi zozzoni europei buzzurroni portavano dal Vecchio al Nuovo Continente.

L’introduzione di Tonari Cecchi Paone era soltanto per dire che, giunto sabato in quel di Bologna, lunedì mi son preso la febbre a 38, nonostante per un anno non avessi mai avuto neanche un raffreddore. Lo stress? I globuli bianchi nipponizzati e indeboliti? Oppure quella messicana con cui ho limonato sul volo (prima di svegliarmi che ero arrivato a Francoforte)? Inizialmente mi sono chiesto se non fossi io il prescelto untore che avrebbe diffuso in Italia l’influenza suina, così chiamata non perché i maiali abbiano qualcosa a che vedere con essa, ma perché chi la contrae sente l’irrefrenabile impulso di tirare memorabili porconi (i focolai più probabili li identifico nel nordest).

Ma non era così e l’Italia è salva per il momento. Dall’influenza suina cioè.

Questo era uno di quei post in cui ci sono almeno 1-2 cazzate per frase. Però è corto quindi vi lascio anche una canzone.
Maneggiare con cura.