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Archivio mensile:novembre 2011

Sì lo so è parecchio che non scrivo, ma ho avuto un po’  di cose da fare negli ultimi tempi. E con “un po’” intendo “un bel po’”. Preparativi per un lungo viaggio.
Molti di voi avranno probabilmente intuito la mia predilezione per il vino, alcuni si ricorderanno di un certo post passato in cui esprimevo la mia insoddisfazione per la situazione attuale, altri ancora niente di tutto ciò ma non importa.
Dopo tanto tempo (dalla primavera del 2010 circa) in cui ho pazientemente accumulato il mio cosmo sono finalmente pronto a scatenare il Sacro Virgo e rivelarvi che sto per lasciare il lavoro e il Giappone.

Sono l’uomo più vicino ad Atena, perché dunque ho reso i miei servigi ad Arles? Beh presto detto: infine ha prevalso in me la voglia di sperimentare nuove strade, in particolare quella vitivinicola che mi porterà a partire da fine Gennaio in quel di Auckland, per il corso in wine professional knowledge che da taaanto tempo avevo programmato.

Non è stata una scelta facile lo devo ammettere, tant’è vero che sono mesi e mesi che ci rimugino, facendo sempre un timido passettino alla volta. Sul fare dell’autunno 2011 però mi sono definitivamente deciso, sarà la crisi dei 30 anni, sarà lo stress del salaryman, sarà il Morellino di Scansano, ma alla fine compio il passo. I miei colleghi e non solo mi danno del pazzo, molti di voi pure immagino e anche Wilson, il mio orsetto parlante.

Vorrei comunque sottolineare che non sto dicendo addio al Giappone: ho legami molto forti qui, ho qualche contatto, un’ottima padronanza della lingua, un po’ di skill programmatorie (quasi 4 anni di esperienza, buttali via) e confido di poter tornare più o meno quando voglio se le cose si complicano. Anzi le probabilità a favore di un mio prossimo ritorno in terra nipponica, magari con l’armatura d’oro del Sauvignon Blanc, sono cospicue. Ma tutto ciò ora non importa perché il mio 2012 si aprirà in Italia per le vacanze per poi continuare in Nuova Zelanda alla ricerca del Santo Graal e del Monte Fato.
E perché proprio NZ per studiare vino, perché non Italia, Francia o Spagna? Me lo hanno chiesto in molti. La mia risposta è stata “E perché no?”. Quello vinicolo è un settore giovane ma promettente da quelle parti, ho l’impressione che ci sia dello spazio per crescere. E poi mi tolgo la curiosità di vedere la tanto favoleggiata Nuova Zelanda.

Capirete dunque che sono un po’ indaffarato, devo chiudere tutti i discorsi aperti, informarmi su varie questioni danarose, prepararmi la strada per l’atterraggio in Kiwi Land e soprattutto giocare a The New Zealand Story sull’emulatore (mi pare di capire che sia impossibile sopravvivere in NZ senza almeno un arco e delle frecce).
Sì insomma non ve la prendete se non scrivo, un motivo c’è.

Però ecco in un certo senso è l’inizio di una nuova fase, non sono sicuro che il Mainichi sopravviverà a tutto ciò. E ci oscureremo in mondo di luce.

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