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Archivio mensile:aprile 2009

avventuralogo

E così eccoci qua. Ieri, 19 aprile, era esattamente un anno che mi trovo a Takasago, a lottare, a soffrire, a gioire, a cercare di costruire qualcosa che dia un senso a questa esistenza. Un anno certo, che però son sembrati dieci.

Che anno è stato? Che bilancio posso trarre?

Ci sarebbero molte cose da raccontare, troppe perché entrino in un post non protetto da password. In generale sento ancora un senso di inadeguatezza verso questa nuova vita, ma sicuramente posso anche essere soddisfatto di alcune cose. E sono molto cambiato da un anno fa.

Ho fatto dunque bene a venire qua? Al riguardo ho riflettuto attentamente, in particolare nel lungo e freddo inverno passato.

E la risposta è sì, ho fatto bene: è stata una scelta difficile, ho passato momenti di grande sofferenza e più di una volta sarei voluto tornare indietro. Ma già so che se non avessi tentato questa avventura probabilmente prima o poi sarei andato fuori di testa, consapevole di aver rinunciato all’unica occasione di coronare finalmente il sogno per cui avevo cominciato a lottare più di dieci anni fa. E sarei stato anche peggio.

Il futuro è incerto, le cose non vanno sempre bene, eppure davanti a me intravedo una strada tracciata, ho dei progetti, delle speranze, non vivo alla giornata, non mi sono parcheggiato in un angolo in attesa di arrivare alla pensione.

Il mio primo anno nipponico ve lo presento in dieci canzoni, tracce contenenti ognuna un particolare significato, pezzi importanti, che mi fanno ricordare un aspetto o un periodo di questo primo lungo anno quaggiù, in una piccola cittadina del Kansai occidentale. Purtroppo un paio non le ho trovate, ho comunque inserito dei link per farvi un po’ capire il tipo di musica.

Skyclad – Polkageist (maggio)

Private Line – Evel Knievel Factor (giugno – luglio)

Epiclore – The Change of Heart (ottobre)

Green day – Boulevard of broken dreams (ottobre – novembre)

Blind Guardian – Punishment Divine (novembre)

Offspring – You’re gonna go far kid (dicembre)

Galloglass – Dawn of a new Age (febbraio)

Fall Out Boy – I don’t care (febbraio)

Psychopunch – It remains to be seen (febbraio)

Unheilig – Zinnsoldat (marzo – aprile)

E se è vero, come penso, che è proprio nei momenti più duri che si cresce maggiormente, beh, per il prossimo anno spero di crescere un po’ meno.

EDIT: corretti tutti gli ausiliari sballati dietro segnalazione albinesca. Per domani ripassare i verbi servili e le tabelline.

L’altro giorno ho visto la cara Kiruccia inserire su Facebook i 5 personaggi dei cartoni animati che avrebbe voluto essere. Così mi son detto “Bello, adesso lo faccio anche io!”, solo che poi mi son fermato un attimo e ho pensato: “Ma quasi quasi ci faccio un post sul blog, così ne parlo con più calma, posso metterci pure i filmati, spiegare perché e percome…”

Ed eccomi qua. Qui di seguito vi presento i 5 personaggi dei manga e degli anime che a suo tempo avrei voluto essere. Via il primo!

Crystal il Cigno

Qui possiamo ammirarlo con larmatura dargento.
Qui possiamo ammirarlo con l’armatura buona della domenica.

Senza dubbio il mio cavaliere preferito tra quelli di bronzo. Quante polvere di diamanti lanciate coi miei amichetti alle elementari, il periodo in cui esplose la mania! C’è pure da dire che era quello che doveva essere più freddo e puntualmente si incastrava pensando alla madre morta.
Probabilmente piansi quando venne congelato nel feretro di ghiaccio da Aquarius: non ero ancora abituato ai personaggi che vanno e vengono, pensavo veramente che ormai non ci fosse più speranza per lui.

Sniff sniff.

Grande anche nello scontro all’undicesima casa, grande il discorso che fa sul manga mentre cede al peso della battaglia appena vinta. Grande.

Cosa è giusto? Cosa è sbagliato? Una volta iniziata la battaglia, un uomo, più che indugiare nel dubbio, dovrebbe lottare fino in fondo senza tentennamenti.[…]

Benjamin Price

Ho sempre pensato che "Genzo" fosse una marca di cappelli.

Solido e affidabile, Benjamin Price è il portiere che da piccolo avrei sempre voluto essere (era peraltro il mio ruolo preferito). Ho sempre rimpianto che nella serie originale apparisse poco, ma è anche vero che con lui e Holly la New Team non avrebbe avuto rivali e il cartone sarebbe stato senza senso. Così invece si creava un senso di aspettativa e quando arrivava ti fregavi le mani, nella consapevolezza che “Mo’ so cazzi amari per tutti!”.

Lo ricordo ancora tuffarsi nel tentativo di parare il tiro di non so chi (forse Lenders) declamando che sarebbe anche finito su una sedia a rotelle pur di fermare il pallone. La battuta, epica sul momento, è diventata con gli anni motivo di ilarità durante le discussioni coi miei amici.
Da menzionare il suo spettacolare contropiede in finale contro la Muppet, quando ruba palla a Mark e lancia Holly e Tom in rete.

Johnny

Ecco Johnny nella sua tipica espressione E adesso che faccio?

Ecco Johnny nella sua tipica espressione "E adesso che faccio?"

Johnny, uno dei principali colpevoli della mia scarsa affinità col sesso femminile almeno fino ai 18 anni (“Johnny è uno sfigato, ma ha addirittura due tipe… adesso aspetto un po’ anche io allora.” e passarono i decenni).
Johnny, il ragazzo che avrei voluto essere per poter finalmente avere non una, ma addirittura due ragazze tra cui scegliere.
Johnny è quasi magia (o E’ quasi magia Johnny), il cartone che ha segnato, intorno ai 14 anni, la rinascita della mia passione verso il mondo degli anime e l’inizio della mania per il Giappone.
Johnny, di cui vi propongo la sigla qui sotto, uno dei pezzi che più riesce a mettermi nostalgia dei tempi che furono e che più non saranno.

Joe Crocker

joecrocker

Joe, in un momento di raccoglimento.

Sì lo so, ve lo state chiedendo: “E chi cazzo è Joe Crocker?”
Chi mi conosce bene (o era con me in quel periodo) sa che il mio cartone preferito di tutti i tempi è Gigi la Trottola: se Johnny ha avuto il merito di farmi riscoprire un mondo abbandonato al termine dell’infanzia, Gigi ha portato il processo a piena maturazione, fino a quella sera d’estate di 12 anni fa in cui decisi che un giorno sarei vissuto in Giappone.

Eppure non ho mai voluto essere Gigi, era troppo diverso da me. Mi sarebbe piaciuto come amico.
Piuttosto ho sempre ammirato Joe Crocker: Joe è il classico personaggio che vorrebbe fare il serio, che sembra distaccato, fico, ma che coinvolto nelle avventure dei ragazzi del liceo Seirin lascia trasparire tutta la sua cazzonaggine. E questo contrasto mi ha sempre fatto sbregare dal ridere.^^

Ancora oggi quando lo vedo accorrere a cavallo insieme a Tomato ad aiutare Gigi per salvare la scuola nell’ultima puntata del cartone non posso fermare una lacrimuccia di nostalgia e un brivido di esaltazione lungo la schiena.
Joe, sei il mio eroe.

Rei di Nanto


Ultimo, ma non ultimo, Rei, l’uccello d’acqua di Nanto, la stella del dovere.

Certo, la tecnica di Hokuto è più potente, efficace, versatile (ci ammazzi, ci curi, ci fai il caffé), pevò signovi ma che vozzezza tutti quegli intestini che ti esplodono addosso e ti macchiano il pullovev di cashmeve.
Vogliamo mettere con l’eleganza e la pulizia tecnica della scuola Nanto (e in particolare di Rei)??

Contro Raul fu effettivamente un po’ coglione (dai col mantello, ma come si fa…), però vederlo trafitto fu un colpo al cuore secondo solo al congelamento di Crystal (vedi sopra), ma ormai ero anche grandicello.

Aggiungo anche che, pur non disdegnando il character design del cartone, nel manga era molto più bello :*

Rei in una delle sue più famose battute.

Rei in una delle sue più famose battute.

Infine, una piccola curiosità: pare che in Giappone ultimamente siano diventati di moda i nomi terminanti in “to” (斗), tra cui appunto c’è anche… 北斗 cioè Hokuto (in italiano la costellazione del Grande Carro)! E in effetti durante i vari tornei di canoa mi è capitato di veder gareggiare più d’un “Hokuto”.

Ovviamente il nome è subito entrato tra i candidati per un eventuale figlio maschio futuro, ma di questo ne riparleremo con calma tra qualche anno. =D

Settimana veramente intensissima e a tratti anche un po’ mistica quella che si è appena conclusa: tra giri a Oita e corsi di perfezionamento per neo-assunti posso dire con soddisfazione di avere nuovi stupendi aneddoti da raccontare, aneddoti che però probabilmente non riuscirò a scrivere qui, vuoi perché son troppi, vuoi perché è meglio di no =D

In particolare Oita è andata molto bene, gara tranquilla e senza troppi problemi, mi hanno persino fatto fare gli annunci agli altoparlanti con il microfono. Che tensione! ^ ^
Sì, c’erano le liceali nello staff; no, non ho dato la mia mail. =D

L’unica cosa: i cartelli per arrivare all’albergo erano poco chiari. Indecisi direi.

Eh beh se non lo sai tu.

Eh beh se non lo sai tu.

Anche la chiave della stanza non era da meno.

La mia stanza doveva essere la 419... però forse era la 417 o la 416.

La mia stanza doveva essere la 419... però forse era la 417 o la 416.

Per quello che riguarda invece il corso del perfetto salaryman, è stato molto interessante a livello cul-turale, anche se molte cose già le sapevo, vale a dire alcune regole di etichetta sugli inchini, il modo di servire il té ai clienti eccetera =D Ci hanno fatto anche delle foto che sperano non arrivino mai in mano a qualcuno che conosco, in particolare qualche italiano.

E’ stata anche un ottima occasione per aumentare le proprie conoscenze, si sa che i ehm rapporti interpersonali con impiegati delle altre aziende sono molto importanti per gli affari. =D E non fate quella faccia, adesso non è che perché fosse pieno di ragazze 22-23enni io debba aver per forza fatto il maniaco, ho conosciuto anche tanti tipi simpatici con cui spero di andare presto fuori a bere =D E pensare che in azienda più d’uno si era premurato di avvertirmi di “non fare nanpa* al corso”. Che malfidati!
Tra l’altro stavolta sono addirittura arrivati a chiedermi se avevo nazionalità giapponese ahahah. Mah chissà, un giorno forse.

Ora vi saluto: dopo la decima volta che mi han detto che senza occhiali assomiglio a Orlando Bloom ho deciso: vero o no oggi vado a farmi le lenti a contatto!

*fare nanpa = abbordare (generalmente ragazze… o quantomeno nel mio caso!)

Son passati 6 mesi, anche se a me son sembrati anni: stasera tra un’ora si parte per Oita, stavolta non per i tornei nazionali di canoa e canottaggio, ma per una semplice maratona (ritorno domenica sul tardi). Caro Kyushu, quanti ricordi!

E l’andata sarà nuovamente in nave, non vedo l’ora ^^

Sabato mi trovavo a Himeji in attesa di un amico. Mentre lo aspettavo ho deciso di farmi un giro al Forus (niente a che vedere con Sante Licheri), un centro commerciale al centro di Himeji distribuito su due palazzi “gemelli”.

Al suo interno vari negozi, in particolare di vestiti e chincaglierie, ma nonostante l’impressionante densità di patata che vi si ritrova vi assicuro che ero entrato solo per dare un occhiata a ehm i CD di Tower Records, famosa catena di negozi di musica.
C’ero già stato altre volte, ma non ricordavo esattamente in quale dei due palazzi fosse, così sono entrato in uno a caso e ho preso a salire con la scala mobile. Ho cominciato a guardarmi attorno, sempre per ehm controllare dove fosse Tower Records, ma non son proprio riuscito a trovarlo: probabilmente stava dall’altra parte. Nondimeno ho deciso di arrivare fino all’ultimo piano, dove non mi ero mai spinto.

Quando finalmente vi sono giunto ho scoperto che tra lo splendore dei vestiti, dei trucchi e delle gonnelle in realtà si nasconde

Il mondo delle cazzate

Il mondo delle cazzate è un luogo fatato pieno di negozi stracolmi di cazzate! C’è ad esempio il negozio di giocattoli usati, dov’è possibile trovare modellini giganti di Jeeg Robot d’acciaio, portachiavi improbabili e chicche a due lire di oggetti per cui l’otaku medio italiano darebbe la mano destra.
C’è il negozio di appassionati di modellismo, una categoria qui molto vicina a quella dei succitati otaku, con tanto di sezione dedicata esclusivamente ai trenini (che qui trovano molti appassionati – escono persino delle riviste sui treni, come da noi ci son quelle sulle macchine -).
C’è l’angolo dei gachapon, non proprio nutritissimo, ma dignitoso, e che è riuscito a spillare anche a me 400 yen.

Quindi troviamo il negozio dei giochi di carte, da tavolo e di ruolo. Qui scusate vorrei soffermarmi un attimo sui casi umani che erano seduti ai tavoli intenti a scambiarsi colpi a suon di Magic o chissà cosa (non dico che chi gioca a Magic sia un caso umano, ma quelli lo erano).  Nerd all’ultimo stadio, occhiali, ingobbiti, fica più lontana di Plutone: eccomi dieci-undici anni fa, nel mio periodo di massimo splendore nerdaceo.
Osservandoli, per la prima volta mi son quasi sentito fortunato di essere nato in Italia, dove gli stimoli per tirarsi fuori da tale stadio sono molteplici, e non in Giappone, in cui invece c’è un tal ben di dio da rischiare di non uscirne più.
Ma subito dopo, scartabellando tra gli scaffali dei manuali dei giochi di ruolo mi son ritrovato a pensare “Ah quanto ci saremmo divertiti co sta roba!”, segno che sotto sotto dentro di me è rimasto un angolo otaku ancora intatto.

E infine c’è il vero e proprio negozio delle cazzate! Questo è il posto che mi ha esaltato più di tutti e in cui tornerò senza dubbio a comprare i vari regali a amici e parenti per quando tornerò in Italia!
Per tale motivo non posso essere molto preciso sulla natura dei tesori che vi sono custoditi, farò solo un paio di esempi: il modellino di SuperMario da muovere con un telecomando a forma di joypad Nintendo e la carta igienica stampata come  bigliettoni da 10000yen, per poter provare l’ebbrezza di pulirsi il sedere a suon di milioni.

Per il resto taccio e rimando le sorprese al mio ritorno (e a chi le riceverà).

In ogni caso una vera miniera d’oro, le tipiche cose che mandano in visibilio noi occidentali nippofili, e a prezzi stracciati! Sarebbe da aprirci un businness, con tanto di prezzi amici per chi legge il blog (un semplice ricarico del 250%, spese di spedizione escluse – e sarei già buono visti i vampiri che ci sono nelle fumetterie nostrane -).

Chi lo sa, un giorno magari.