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Archivio mensile:giugno 2009

Negli ultimi mesi sto conoscendo parecchie ragazze, com’è normale per un uomo bello e prestante. Non io, uno qualunque dico.

E ho finalmente focalizzato ciò su cui non transigo quando chiacchiero con una donna. Non è una cosa così scontata per me, in Italia non ho mai avuto molte occasioni di questo tipo.

Tralasciando il minimo sindacale dettato dal buon senso e dal buon gusto (grazie tante che fa schifo una che puzza), ecco di seguito ciò che in una donna proprio me lo fa smosciare, intellettualmente parlando.

– i denti finti: in Giappone non è un problema da poco perché i giapponesi hanno un pessimo rapporto coi loro denti, tant’è vero che è pieno di dentisti e tutti si stupiscono sempre quando dico che non ho mai avuto la carie (grazie, basta lavarseli eh). Se parlate con un giapponese e gettate un occhio alla sua bocca quasi sicuramente noterete qualche riflesso metallico. Se non è così o il dente finto non è metallico, ma mimetizzato, oppure siete di fronte a uno dei pochi giapponesi con una certa cura per l’igiene orale.
I denti finti a Tonari non piacciono; se ci sono che almeno non risaltino come dei fanali in piena notte.

– quelle che non bevono: non voglio delle spugne chiaramente, ma mi butta un po’  giù se una donna schifa gli alcolici, in particolare birra e/o vino. Quest’ultimo poi è una componente culturale italica di cui sono fiero e che mi interessa particolarmente.
Chi non beve suscita il sospetto di Tonari.

– quelle che non cantano al karaoke: “Al karaoke non canto, però mi piace ascoltare gli altri.” BUZZZ risposta sbagliata! Ritengo che una persona debba sapersi mettere un po’ in gioco davanti agli altri, anche solo limitatamente al cantare davanti agli amici (o al proprio ragazzo). Poi se sbagli o stoni non ti spara mica nessuno e nessuno pretende che tu sia la nuova Celine Dion.
Chi non canta al karaoke dà a Tonari l’idea di non sapersi lasciar andare.

– quelle che non vanno al mare in costume: che il mare possa non piacere ci può stare, che si vada al mare vestite proprio no. Io una cosa del genere in Italia non l’ho veramente mai vista, fatta eccezione per signori e signore anziani. Tra l’altro è un discorso che mi è stato fatto anche da ragazze senza alcun problema di peso. Secondo me è peggio andare vestiti che sfoggiare un fisico non proprio impeccabile.
Chi va al mare vestita dà l’impressione a Tonari di non sentirsi a proprio agio con sé stessa.

– quelle che cercano qualcuno “che le spinga”: quelle che vogliono un moroso che se le tiri dietro (in giapponese 引っ張ってくれる人) mi fanno venire veramente il nervoso. Voglio dire, e sti cazzi? Al tuo partner pensi non gli possa far piacere una persona che ogni tanto lo stimoli o si proponga attivamente nel fare le cose insieme? Chiaro che non pretendo una che faccia tutto per me, ma nemmeno una morta di sonno come sembrano essere qui parecchie indigene.
Tirarsi dietro le morte di sonno è un lavoro stancante per Tonari.

Infine, grosso punto a favore per quelle che vivono da sole, anche se non annovererei tra i difetti il vivere in famiglia (poi dipende come uno ci sta).

The quest goes on.

EDIT: uh dimenticassi!

– quelle schizzinose sul cibo: posso perdonare il natto, il fegato, al limite l’oden, ma una tipa dai gusti difficili mi suscita ben poca simpatia, in particolare quando non mangia cose che al contrario io adoro (il sushi su tutti). Può anche non apprezzare particolarmente la cucina italiana (anche se sarebbe meglio).
Se le piacciono i cibi piccanti, da parte mia è già amore.
Tonari ritiene che le donne un po’ golose apprezzino anche altri piaceri della carne (a buon intenditor poche parole).

Mi chiedo come stia Amir, ragazzo metà iraniano e metà tedesco, più giovane di me di qualche anno, consulente tecnico della federazione sportiva iraniana, che ci aveva accompagnato sulle montagne attorno a Teheran a dicembre. Mi chiedo se se ne sia scappato in Germania, sfruttando la sua fortuna di avere due passaporti, se se ne stia tranquillo ad osservare gli eventi o se sia in piazza con altri della sua età.

Mi chiedo quanti di quei ragazzi a spasso sui monti allora adesso siano in strada, cosa stiano provando, cosa stiano passando.

Mi chiedo cosa stia succedendo al canoista che mi aveva invitato a giocare a calcio quando abbiamo mangiato alla mensa sportiva.

Mi chiedo se la ragazza bastonata a sangue sia una di quelle che si tiravano palle di neve davanti al rifugio montano quel giorno.

Mi chiedo questo e molto altro sulle loro vite, come se non avessi già abbastanza domande sulla mia.

Come alcuni sanno io ho una certa passione per il vino, lo bevo, lo studio, mi informo, tanto che mi arrivano via mail le news sul vino da Google.

Allora l’altro giorno ero di ritorno dal viaggio aziendale a Ishikawa-ken e con il cellulare mi son messo a guardare la posta su internet. Tra le varie news enologiche, quella del conferimento della DOCG al Verdicchio di Matelica e a quello dei Castelli di Jesi riserva e classico riserva, una notizia che mi ha fatto molto piacere essendo vini della mia zona e che conosco molto bene.
E  la cosa mi ha talmente rallegrato che un mio collega se n’è accorto e, tutto ammiccante, mi è venuto a dire “Ah ti ha scritto una donna eh? Ehehe!”

No, gli stavo per dire, è che le Marche hanno 3 nuove DOCG.
E mi sono immediatamente sentito un nerd del vino. =D

Durante il viaggio ho anche deciso di sperimentare un vino giapponese delle parti di Kanazawa, una bottiglia di rosato ottenuto dal vitigno giapponese Moscato Bailey A. Il nome sinceramente lo fa un po’ smosciare (Moscato Bailey A… pare un virus), però ieri l’ho stappato e devo dire che l’ho trovato buono, per quanto molto “ruffiano” nella sua bevibilità (è molto dolce e l’alcolicità appena percepibile, un vino che sicuramente piacerebbe a una ragazza). Aromi di rosa, frutta rossa matura, melograno, con una punta di agrumi.

Pagato 1700 yen (una bella sommetta per un vino non di importazione), ma in definitiva soddisfacente.