La guida Michelin a Hyogo

Sulla scia del topic “La guida Michelin a Takasago” (di cui ricordiamo gli importanti teoremi) il Mainichi Tonari Shinbun vi propone una nuova guida, stavolta comprendendo ristoranti italiani di diverse città della prefettura di Hyogo.

Come voi tutti sapete, la giappina media si lecca i baffi che non ha quando sente parlare di cucina italiana e onde portarla a leccare anche altro (il piatto signori, il piatto, non mettetele in bocca cioè non mettetemi in bocca cose che non ho detto) è necessario che il posto sia adeguato, perché se è vero che loro ci capiscono poco o niente è anche vero che i nostri standard devono rimanere alti.

Il pericolo di brutte figure nei ristoranti pseudo-italici in Giappone è sempre in agguato, ma da oggi non vi preoccupate: caso mai vi trovaste nella prefettura di Hyogo c’è Tonaruzzo vostro a consigliarvi alcuni posticini in cui per esperienza personale posso dire di essere stato bene.

VINVINO (Kobe): una delle prime scoperte. Sito in posizione strategica poco lontano dall’Ijinkan, il vecchio quartiere degli stranieri dal sapore europeo, si presta a una ottima cenetta con tanto di passeggiatina post per approfondire la conoscenza (l’Ijinkan non ha molto, ma c’è una bella piazzetta tranquilla e silenziosa anche il sabato sera dove rilassarsi). La cucina è più italiana rielaborata alla giapponese (lo staff del resto è tutto nipponico) che italiana vera, ma se vi piace il vino è un ottimo posto: l’assortimento è vastissimo e la qualità buona.
Il padrone è sommelier JSA.

Voto: 7.5

R. VALENTINO (Kobe): penso il miglior ristorante italiano di Kobe. Cucina ottima, il padrone e il pizzaiolo sono italiani, ambiente discreto, facilmente raggiungibile (3 minuti a piedi dalla stazione di Sannomiya). Si tratta di un buon posto per portare appassionate e appassionati di Bel Paese, peccato per il vino (il Verdicchio era quello che vendono al Max Value mapperfavore) e per il padrone che non mi va molto a genio (ma è un’opinione “a pelle”). Caldamente consigliato prenotare.

Voto: 7.5

SAKURAGUMI (Ako): nonostante il nome poco convincente è uno dei migliori locali di cucina italiana in cui sia mai stato in Giappone, forse il migliore in assoluto per atmosfera.
Sito ad Ako, ben fatto, buono, vista mare, ottima varietà nella scelta dei vini (tra bianchi e rossi saranno una trentina). E’ un posto che probabilmente dà il meglio di sé in estate, per un pranzo accompagnato da sole, mare e bikini della partner con cui ci si reca. Il paesaggio è molto azzeccato, guardando fuori dalla finestra sembra quasi di stare in Italia, e a pranzo il menu fisso da 3500 yen ha un ottimo rapporto qualità prezzo. Vicino troviamo anche una piccola spiaggetta dove digerire in santa pace nel pomeriggio e fare un bagno prima di tornare a casa (l’acqua a onor del vero non è molto pulita, ma vabbé non si può aver tutto).
Il problema maggiore è la lontananza: Ako è piena campagna, altro che Takasago, a metà strada tra Himeji e Okayama e da Kobe con vari cambi ci si impiegano quasi due ore (e arrivati bisogna anche salire sul bus un altro quarto d’ora). Ma del resto un posto del genere in città sarebbe impossibile. Escluso trovare un tavolo senza prenotazione.

VOTO: 9

AZZURRI (Kobe): altro ristorante non lontano dal centro di Kobe. Ci sono stato solo una volta, ma mi è parso interessante. Il menu avrebbe invero bisogno di qualche correzione, ma non si mangia male. Non mi ricordo una scelta di vini particolarmente ampia, ma ci ho mangiato ormai mesi fa e la memoria mi fa un po’ difetto. Non è lontanissimo dal porto e questa è una buona cosa, ma come atmosfera e aspetto l’ho trovato un po’ carente.

VOTO: 7-

IL FORNO (Himeji): fondato da un “ex-Sakuragumi”, non riesce a competere col fratello maggiore. I vini sono molti, perlopiù meridionali e la cucina va bene (nonostante il gusto sia un po’ aggiustato ai canoni giapponesi), ma la posizione è veramente infelice: 10 minuti piedi da Kameyama, anonima e grigia stazione di Himeji. Voglio dire, anche Sakuragumi è in culo ai lupi, però almeno il posto ha il suo perché, il mare, la natura, qui invece non c’è veramente nulla e con nulla intendo case su case, supermercati e konbini qua e là. Takasago 2 la vendetta. Gli ultimi treni da Himeji verso Kobe poi partono sempre molto presto, della serie che alle 11 già si rischia grosso quindi è anche difficile allungare la serata. Di love hotel per fermarsi non mi pare di averne visti.

Dovendo scegliere preferisco di gran lunga andare a Kobe.

VOTO: 7

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