Tonari Gaiden

C’è un simpatico aneddoto dei tempi della Keio che non ho mai raccontato sul blog.

Riguarda una certa Kazue con cui facevo conversazione nel primo semestre e l’ho sempre taciuto perché la mia morosa dell’epoca già le giapponesi le avrebbe affettate tra atroci tormenti una a una (ricordo per esempio che c’era un gioco in java per cui andava matta in cui dovevi prendere a schiaffi delle giapponesi, era diventata una vera campionessa), se mi mettevo pure a parlarne finiva con l’affettare anche me. E poi in quel periodo in particolare non volevo rinfocolare l’odio.

Tokyo, novembre 2005.

Tonari è nel meriggio della sua gloria, il Giappone è un posto bellissimo, il sogno si è avverato.

La Kosmic, associazione studentesca keiota, organizza “conversation partners” per far conoscere giapponesi e stranieri che vogliono approfondire la lingua.
Tonari chiaramente si iscrive e poco tempo dopo gli viene presentata un certa Kazue, forse un paio d’anni più giovane di lui, carina e dall’aria navigata (non un troione, ma neanche una di quelle primo pelo o finto-ingenue).
La prima volta che si vedono, al vecchio Pizza-La della Keio, chiaramente il discorso cade sui soliti temi, hobby, provenienza. Il nostro eroe, italiano purosangue (stallone, dimenticavo), può ancora una volta far valere i suoi natali che tanto affascinano le giappine. Anche Kazue rimane colpita.

“Uh l’Italia, ma dai! Bella!”
“Eeeeh eheheheh”
“Sai io conosco solo una parola in italiano”
“Oh ma dai, quale?”

Ora vorrei fare un attimo una pausa (immaginate un fermo immagine e il narratore che si aggira tra i tavolini).
Una sola parola. Tonari pensa, quale sarà mai, le solite cagate: ciao, buono, buongiorno. E invece no.
Azione.

“Oh ma dai, quale?”
“Ah aspetta com’era… po…po… ‘Pompino’!”
“…”
“Che significa che significa?”
“……………………….”

Sì signori disse proprio pompino. POMPINO. No bambino. No bombino. POMPINO. Da non credere. Ed era l’unica parola italiana che conosceva. A stento soffocai le risate.
Un lungo attimo di silenzio.
Cosa potevo rispondere a quel punto, giuovane e fresco com’ero?

A) “… Aspetta che cerco sul dizionario.”

B) “… Aspetta che ti mostro.”

Fate la vostra scelta miei cari, la soluzione dopo la pubblicità!

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5 commenti
  1. Alessandro ha detto:

    Temo la risposta.

  2. Akanishi au Québec ha detto:

    Shakuhachi? credo. Un po di giappo me lo ricordo ancora. Anzi, giusto una parola.

  3. albino ha detto:

    eh sai quante ne ho conosciute io che sapevano solo dire “che cazzo” o “vaffanculo” senza sapere il significato?
    Giappine che si son fatte qualche italiano on the fly e non hanno avuto il tempo di assorbire di piu’, secondo me…

    cmq: andiamo al succo della questione, please.

  4. Tonari ha detto:

    Sì ma cazzo e vaffanculo non sono termini tecnici come “pompino”.

    A me comunque vengono sempre a dire buono, buongiorno, grazie, ma si sa che io frequento solo donne costumate.

  5. Akanishi au Québec ha detto:

    costumate o consumate? :P

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