Voglio scappare in… sì ma il coraggio ce l’hai?

A volte mi capita di visitare il sito di Scappo.it. Essendo annoverato nella folta schiera degli emigrati mi interessa leggere le esperienze di chi come me ha lasciato il proprio Paese, sapere perché è partito, cosa ha trovato.
Ma il sito raccoglie anche i pensieri di chi vorrebbe scappare dall’Italia e non lo ha ancora fatto. Questi post sono in realtà la maggioranza, a volte si tratta di pezzi provocatori, altre volte sarcastici, altre ancora disperati. Quasi tutti non sopportano più come vanno le cose nel belpaese, ben pochi vorrebbero partire per puro spirito di avventura.
E’ facile capire perché gli scappati siano in minoranza rispetto agli “aspiranti”: andarsene fa paura. Scappare è gettare via la cappa, il mantello. Un mantello che ci impedisce i movimenti, ma che dopotutto tiene caldo. Scappare è dover cambiare le proprie abitudini, ricominciare da zero o non si sa bene da dove, perdersi in lungaggini burocratiche sconfortanti (casa-lavoro-conto in banca).

Il mare aperto è bello e libero, ma suscita anche timore. Dove si va adesso? Lo decidi tu, sei nelle tue mani. Una prospettiva elettrizzante e terrificante insieme.

E a quelli che affermano che a restare ci voglia ancora più coraggio io non credo. Forse per una malattia, per non perdere la vista dei figli dopo un divorzio, per cause oggettive che impediscano di andarsene, in situazioni particolari. Casi in cui non c’è una vera possibilità di scelta. Ma le paure dell’ignoto sono molto più forti di quelle del noto, a meno che non si tratti di persone in fuga da una guerra, da un genocidio, dalla fame vera. In Italia non siamo a questi livelli per fortuna.

Non mi sto vantando, non ho proprio niente di cui vantarmi. Ma leggere il costante veleno riversato su una vita che si afferma priva di soddisfazioni mi spinge a pensare: e allora perché non parti? Al giorno d’oggi hai l’Europa quanto meno.
Gente che ti lascia la mail nei commenti, gente che aspetta qualcuno che gli dia un’opportunità. Ecco, aspettare. Attendere che piova qualcosa dall’alto. Inazione. Lamentarsi, ma senza fare nulla. La crisi economica certo. Non si trova più lavoro da nessuna parte chiaro.

Io però non ci credo.

Annunci
2 commenti
  1. Akanishi au Québec ha detto:

    Io avrei anche girato il mondo abbastanza…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: