10 anni smetallosi

Ebbene sì, mi rendo conto solo ora che proprio in questo periodo per Tonari son 10 anni di metallo, da quando mossi i primi passi con Rhapsody, Hammerfall e Stratovarius per poi passare col tempo a Running Wild, Elvenking, Skyclad, spingendomi infine nelle lande più electro-dark-industrial-ebm-chipiùnehapiùnemetta di Pain, Unheilig, Staubkind, Terminal Choice e compagnia scapocciante.

E allora ricordiamo questi dieci anni in 10 video, uno per ogni anno, che ripercorrino la mia storia per filo e per segno.

La mia prima canzone. Fino ad allora non avevo mai creduto che potesse esistere un metal così melodico. Avvicinatomi in maniera molto guardinga (“Boooh secondo me non mi piace…”) rimasi conquistato da sinfonie e orchestrazioni: per qualcosa come 2 mesi presi l’abitudine di sentire ogni giorno almeno una volta i due album dei Rhapsody fino ad allora usciti, Legendary Tales e Symphony of Enchanted Lands. Un ringraziamento tardivo a mio fratello per la sua pazienza.

Altro gruppo che ho adorato ai miei esordi, quando cercavo anche più di adesso un’estrema melodicità e facilità d’ascolto (non che sia cambiato molto dopotutto). Quando conobbi Rhapsody e Stratovarius ero ancora al Liceo (quarto e quinto anno)…  ragazzi se penso che mi barcamenavo ancora con le audiocassette mi vien tenerezza.

Non sempre al top nella mia classifica personale, gli Hammerfall rappresentano comunque un importante tassello della mia prima epoca smettallosa. Canzoni come Heeding the Call, Glory to the Brave e The Dragon Lies Bleeding mi riportano alla mente la fine del liceo e l’inizio dell’università. Periodo “epico” oserei dire.

Suoneria del mio cellulare per luuungo tempo, i Kamelot di The Fourth Legacy e del successivo Epica mi hanno regalato molte emozioni quando ancora ero giovine e imberbe. Anche loro rappresentano ormai un ricordo abbastanza atavico, nonostante la riscoperta che ne feci all’epoca in cui studiavo alla Keio. Dei seguenti Kamelot non ho grosse notizie, li vidi solo una volta all’Evolution 2007 di Firenze e ricordo che un po’ mi commossi. Ma quel giorno ero decisamente poco stabile.

E arriviamo a una leggenda.
Trovati scontati a 11 euro in un piccolo negozietto della Carnia (ricordo ancora nitidamente quel giorno, fu proprio amore =D) appena sganciati i sacchi quasi mi pentii della scelta, la copertina era bella, ma avevo paura che fosse un metal un po’ troppo pesante per i miei gusti. E invece gli Elvenking entrarono (e rimasero per lunghissimo tempo) nella “Triade” ovvero nel novero delle mie 3 band preferite (ogni periodo ebbe una Triade: Rhapsody, Stratovarius, Sonata Arctica; Elvenking, Galloglass, Running Wild; Turmion Katilot, Ruoska, Unheilig ecc). Fu un idillio durato almeno sino a The Scythe (troppo diverso dagli Elvenking che mi avevano fatto innamorare) e in parte recuperato con l’ultimo Two Tragedy Poets (…and a Caravan of Weird Figures).
La canzone qui presente ispirò in me la figura di Ghaldwyr, bardo mezzelfo di un MUD dove giocavo all’epoca.

EDIT: video tolto per copyright, li mortacci loro. Provate questo link

Avevo già apprezzato molto il primo lavoro solista di Luca Turilli, King of the Nordic Twilight, un disco che però rimaneva ancora molto legato al genere suonato dai Rhapsody, pur risultando meno sinfonico (per me anche più ascoltabile). Tra parentesi King of The Nordic Twilight fu il mio primo CD comprato, in assoluto; lo acquistai al Virgin Store di Parigi, alla gita del quinto.
Il secondo album, da cui questa canzone è tratta, rappresenta il mio Luca Turilli preferito (il lavoro successivo mi deluse molto e quelli seguenti non li ho neanche ascoltati). In particolare la commistione sinfonico-elettronica mi conquistò, tradendo già all’epoca una certa predilezione per i synth, passione definitivamente sbocciata solo ultimamente (ma appunto per niente inedita, The Kovenant e Deathstars erano tra i miei gruppi preferiti già da tempo).

I Running Wild rappresentarono un approccio nuovo e diverso al Power Metal: una musica meno sinfonica (ma sempre melodica) che mi tenne compagnia molto a lungo. La tematica piratesca rappresentò poi una decisa ventata di aria fresca in mezzo a spade e destrieri, di cui ormai cominciavo ad averne abbastanza. Credo che si fosse al terzo o quarto anno di università, a cavallo della Keio. Bei tempi, in cui però cominciava lento a farsi avanti lo spettro del futuro.

Penso l’ultima canzone che mi abbia veramente appassionato prima di venire in Giappone. Il genere, folk metal, rappresenta ormai un netto distacco dal Power (che comunque ascolto ancora adesso); la tematica, la solitudine millenaria dell’Angelo della Morte, è agli antipodi dell’allegria che poteva trasmettere il disimpegnato metal dei miei esordi. Ero cresciuto? Ero maturato? Mah. Sicuramente ero in grossa crisi.

I miei primi tempi in Giappone non ascoltavo altro. In questo caso Evel Knievel, famoso stuntman, incarna il coraggio di buttarsi, almeno per come ho sempre inteso io la canzone. Entusiasta, avevo finalmente raggiunto l’obbiettivo che inseguivo da 12 anni: il Sol Levante. Come ben sanno alcuni, non tutto si è rivelato rose e fiori (anzi diciamo che qualche fiore in più sarebbe gradito!), ma quello fu il mio momento di gloria, come se stessi alzando la Coppa del Mondo. Lasciamo che il Tonari di 16-17 mesi fa se lo goda appieno.
Per il resto questi Private Line rappresentano un po’ un caso particolare nella mia storia Metal, non essendo stato mai molto incline all’hard rock di questo tipo (ma nemmeno schifandolo si intende). Oltre a Evel Knievel Factor molto apprezzati rimangono Broken Promised Lands e Gods of Rewind, quest’ultima colonna sonora di momenti non proprio felici.

2009, anno controverso. Zinnsoldat, il soldatino di stagno, rappresenta un Tonari ancora spaesato, diciamo rincoglionito, un po’ come se avesse preso una botta in testa, un po’ come se dopo aver vinto la Coppa del Mondo avesse perso con lo Zimbabwe. In casa. In superiorità numerica.
Unheilig è la definitiva svolta verso il metal di stampo elettronico, seguito a ruota da Oomph, Turmion Katilot, Ruoska, Pain… musica agli antipodi rispetto al power di una volta. Ma non ho abbandonato le atmosfere medievali, Folkstone, In Extremo, Ensiferum, sono tra i nuovi protagonisti di una ondata folk, per la verità ultimamente un po’ scemata, che mi ha colto un paio di mesi fa.

Ed ecco qua lo sapevo: inizialmente avevo intenzione di darvi in pasto solo i dieci video, senza starmi a sbattere a commentarli che poi mi metto a pensare e non la finisco più, e invece ho finito di nuovo per chiacchierare troppo.

Beh spero che almeno qualche canzone vi piaccia, in caso affermativo sappiate che il vostro Tonari preferito ha anche un account su blip.fm dove inserisce a intervalli più o meno regolari tutto ciò che ascolta nell’immediato presente.
Nel caso vogliate smetallare anche voi fatemi un fischio.

Once you find the passage
to another promised land
don’t forget the ones you left behind

Kamelot – The Fourth Legacy

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5 commenti
  1. Akanishi au Québec ha detto:

    anch’io voglio darvi in pasto i video dei miei 20 anni di metallo, ecco.

  2. Tonari ha detto:

    Aspettiamo tutti trepidanti il tuo blog canadese :D

  3. kamamuri ha detto:

    Fregherà poco, ma io posso fregiarmi di essere stato compagno di banco di Luca Turilli al liceo

  4. Tonari ha detto:

    Qualche anno fa saresti stato il mio eroe :D

    Ma tieni ancora i contatti per caso?

  5. kamamuri ha detto:

    No, ci siamo persi di vista completamente dopo che lui è stato bocciato. Ora ci salutiamo calorosamente se ci incontriamo per strada e basta (l’ultima volta per l’uscita del 1° signore degli anelli… fai tu i conti).
    Ora, uso la conoscenza per bullarmi con i miei studenti adolescenti!

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