Pensieri persiani

Mi chiedo come stia Amir, ragazzo metà iraniano e metà tedesco, più giovane di me di qualche anno, consulente tecnico della federazione sportiva iraniana, che ci aveva accompagnato sulle montagne attorno a Teheran a dicembre. Mi chiedo se se ne sia scappato in Germania, sfruttando la sua fortuna di avere due passaporti, se se ne stia tranquillo ad osservare gli eventi o se sia in piazza con altri della sua età.

Mi chiedo quanti di quei ragazzi a spasso sui monti allora adesso siano in strada, cosa stiano provando, cosa stiano passando.

Mi chiedo cosa stia succedendo al canoista che mi aveva invitato a giocare a calcio quando abbiamo mangiato alla mensa sportiva.

Mi chiedo se la ragazza bastonata a sangue sia una di quelle che si tiravano palle di neve davanti al rifugio montano quel giorno.

Mi chiedo questo e molto altro sulle loro vite, come se non avessi già abbastanza domande sulla mia.

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3 commenti
  1. Akanishi au Québec ha detto:

    io risposte non ne ho.

    ho solo un collega iraniano, si rammarica di non essere là con gli altri

  2. albino ha detto:

    Tanto per quanto protestino non cambiera’ niente… tsk.

  3. Akanishi au Québec ha detto:

    questo chi lo dice? Putin?

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