Sarà un bagno di sangue

Forse non tutti sanno che tra le mie varie mansioni sul posto di lavoro c’è anche l’insegnamento dell’inglese ai miei colleghi, in un corso di circa un’ora che tengo ogni giovedì. E’ uno dei momenti che più detesto della settimana: non ho particolare avversione per l’inglese, anzi ne apprezzo le potenzialità comunicative, ma non lo amo al punto da volerlo insegnare. Inoltre non è la mia madrelingua, indi per cui l’insegnamento comporta per me uno sforzo doppio, tantopiù che, salvo due o tre eccezioni, ai miei colleghi non frega un cazzo dell’inglese e la cosa si vede, si sente e mi butta giù perché mi sembra tutta fatica sprecata.

Dati gli impegni lavorativi di tutti avevo strutturato le lezioni in maniera molto blanda, direi universitaria: compiti facoltativi, niente appello, niente voti. Del resto se volevano imparare l’inglese bene, se no potevano andarsene. Il risultato è stato che la gente, poco motivata di suo, ha continuato a non studiare per mesi, tanto che se sento uno di loro spiccicare due parole sulla sua giornata tipo senza cannare i tempi verbali quasi mi commuovo.

Consapevole di questa deriva e sempre più smaronato a insegnare qualcosa che non interessa a nessuno, ho cercato con discrezione di portare il problema all’attenzione del mio caposezione e del presidente: sono queste due le persone più restie a interrompere il corso, non perché ne abbiano passione (non vengono quasi mai), ma semplicemente perché “gli dispiace”. Nel meeting di questo mese credevo di aver compiuto un importante passo avanti, ponendo l’accento in particolare sul fatto che, se all’inizio riuscivo ad organizzarmi comodamente perché non avevo molti impegni, adesso che mi stanno facendo sclerare con .Net il mio tempo si è drasticamente ridotto e rubare ore a Visual Basic implica un minore guadagno dell’azienda (non posso programmare se devo preparare le lezioni). Il presidente era rimasto abbastanza convinto ed ero già pronto a stappare una bottiglia alla mia ritrovata libertà.

Pia illusione. Oggi sono andato dal caposezione per sapere se si era giunti a qualche conclusione sul corso, se si debba continuare o meno e in che modalità. Il corso continuerà: secondo lui dovrei cercare di aumentare la motivazione di tutti, porre degli obbiettivi, creare in ufficio un ambiente dove la gente sia stimolata a parlare in inglese. Io invece credo che farei prima a cavare sangue da una rapa. E mi ha quasi ripreso, perché eh sì dovrei essere più insistente quando do i compiti, insomma un insegnante se gli alunni non consegnano gli esercizi fatti a casa si arrabbia no? Ahahah ma certo! Morale della favola: si va avanti almeno fino a giugno.

Bene: comunico a tutti che mi sono ufficialmente STANCATO e quando mi stanco sono CAZZI ACIDI per tutti.

Vogliono un corso fatto come dio comanda? Lo avranno. D’ora in poi 15 minuti di lezione ogni settimana saranno dedicati a un test; non mi affiderò più alle mail per distribuire i compiti, ma li consegnerò a mano a tutti, uno per uno, con tanto di avviso il martedì perché non si scordino; ogni 4 lezioni eseguirò una prova di verifica e a giugno ci sarà un esame finale con tanto di voti pubblicati sulla bacheca dell’azienda, sul sito, sulla mailing list e possibilmente anche su radio e televisione. A reti unificate.
Perché in questa situazione il pubblico ludibrio è l’unica cosa che può spingerli a impegnarsi. Poco male se mi toccherà restare a lavorare fino alle 9, dovranno SPUTARE SANGUE.

Instaurerò un clima di terrore degno di Robespierre e poi vedremo: se andrà bene potrò vantarmi di essere riuscito a insegnare l’inglese a dei giapponesi, se andrà male almeno finirà questo cazzo di supplizio del giovedì sera.

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8 commenti
  1. Okami ha detto:

    Rompigli le ossa a quei fottuti idioti!
    Break the bones of those fucking idiots!

    Commento inutile.
    Useless comment.

  2. Tonari ha detto:

    Ora non esageriamo, è perfettamente legittimo che uno non abbia interesse per l’inglese, tanto più se sa benissimo che nella sua vita gli servirà a ben poco.
    Però sono stufo di essere preso per scemo e costretto a tenere un corso che non sta né in cielo né in terra (perché dovrei portare su tutti, ma con un corso a frequenza libera; dovrei essere severo per i compiti, ma rispettare allo stesso tempo gli impegni dei miei colleghi… praticamente gli dovrei ricostruire gli USA a casa).

  3. Akanishi ha detto:

    bravo così! gli piace il Giappone ai Giapponesi sì? Hinomaru power ne? Siamo fighi siamo grandi siamo Sekai no 1-ban ne? Bene fagli provare cosa vuol dire. Pubblico Ludibrio è l’unica cosa che li motiva, i giappi. Come nei manga, dove i voti di tutti gli studenti di tutta la scuola sono appesi in bacheca in ordine decrescente di voto.

  4. Tonari ha detto:

    Prima lezione del “Corso di inglese 2: la (mia) vendetta”

    Ho visto il terrore nei loro occhi a mandorla.
    MWUAHUAHUAHUAHUAHUAHAAHAHHAHAHAHA!!!!

  5. Tonari ha detto:

    Seconda lezione: anche il mio carico di lavoro tra correzione di compiti e test aumenta, però minchia come mi piace averli in pugno per un’ora alla settimana.

  6. Akanishi ha detto:

    eh dai dai raccontaci come.

  7. Alessandro ha detto:

    Vogliamo il sangue!

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