La guida Michelin a Takasago

Takasago, meta abituale di turisti e vacanzieri giapponesi e stranieri.
Un po’ come Castelferretti nelle Marche o Magnano in Riviera in Friuli.
Da questa considerazione sui flussi umani nel Kansai occidentale ho desunto il “Teorema di Tonari” secondo cui TUTTE le persone del mondo sono passate, stanno passando o passeranno per Takasago. Oppure no.
Ma TUTTE però, anche l’aborigeno australiano, anche tu che stai leggendo, sì tutti voi siete invischiati nel “Teorema di Tonari”. Non potete sfuggirgli. Nessuno può.
Sono un fottuto genio.

Ma sto divagando.

Considerate le premesse di cui sopra, ho deciso di svolgere un ulteriore servizio all’umanità intera indicando brevemente alcuni luoghi di ristoro che frequento, così quando capiterete qui (o quando non ci capirete) potrete ricordarvi dei miei consigli e seguirli. Oppure no. Perché per il “Secondo Teorema di Tonari” TUTTE le persone al mondo seguono quello che Tonari dice oppure non lo seguono. TUTTE.

Cominciamo.

Kamayoshi: questo è il luogo a cui sono forse più affezionato. E’ gestito da due simpatici signori anziani (moglie e marito) che sanno preparare degli ottimi udon, pietanza in cui il locale è specializzato. L’ambiente è piccolo ma confortevole, la coppia simpatica e incline a intrattenere piacevoli conversazioni con l’avventore. Mi sono anche affezionati ormai, ogni tanto mi offrono uno stuzzichino, mi chiedono come va il lavoro, se ho trovato una ragazza e così via. Pietanza consigliata: udon al curry.

Voto: 9

Daitouen: è conosciuto da tutti gli italiani di Takasago (1) come “Er Cina”. Trattasi infatti di chuuka ryouri, ristorante di cucina cinese in Giappone (vi assicuro che il sapore dai nostri cambia completamente).
Ambiente lurido, un posto da veri duri, solo uomini, fumareccia costante: decisamente non un luogo dove andare con la ragazza (anche se ho visto alcuni giapponesi farlo). Il sapore però è ottimo, nonostante i prezzi siano lievemente più alti della media. Il cuoco è gentile, i ragazzi volenterosi. Certo l’acqua contiene spesso particelle su cui è meglio non soffermarsi troppo. Dettagli però. Pietanza consigliata: mabodon.

Voto: 8

Miyabi: consueta meta serale per Tonari e i suoi colleghi. Gestito da madre e figlia offre cucina tipicamente giapponese. Le due sono abbastanza simpatiche, ma il riso finisce sempre presto (chiudono alle otto) quindi a volte ci tocca andare da qualche altra parte. Il menu anche è piuttosto limitato e i prezzi sono un po’ altini. Una volta ci ho visto uno scarafaggio. Pietanza consigliata: il leggendario katsu meshi, solo per il nome.

Voto: 5,5

La Vecchia (nome non pervenuto): locale scoperto di recente. Nonostante ai miei colleghi non piaccia la cucina, per me non è male. In particolare qui si trova il ramen al curry, che non avevo mai visto da altre parti e assaggio sempre con piacere. Il vero problema è la coppia di anziani che gestisce la baracca: lei mezza rimbambita dalla parlantina facile e lui scorbutico orso che neanche saluta quando entri (cosa rara in Giappone). Non un locale in cui andare se si è stanchi dalla lunga giornata di lavoro, la vecchia è decisamente troppo impegnativa. Pietanza consigliata: ramen al curry.

Voto: 5

Kotori: ci sono stato solo una volta, una sera che mi sentivo avventuroso e volevo provare un posto nuovo. Beh fantastico: sono entrato, tutti si son girati, mi hanno squadrato.
E’ calato il silenzio.

Un okonomiyaki. Senza ghiaccio.

Un okonomiyaki. Senza ghiaccio.

La cucina era abbondante e abbastanza economica. Pure buona se vogliamo, ma non sono riuscito a rimetterci piede. Mentre uscivo uno mi ha fatto “Mi raccomando torna ancora!”, ma non ho capito se in realtà intendeva “Non c’è posto per entrambi in questa città gringo.” Pietanza consigliata: non pervenuta.

Voto: 4

E per quest’oggi la rubrica di Gusto termina qui. Arrivederci alla prossima puntata!

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6 commenti
  1. albino ha detto:

    Ma ristoranti italiani ovviamente non ce ne sono, vero?

    La pizza da quant’e’ che non la mangi, Tonari? Dillo a zio…

  2. Tonari ha detto:

    Ne ho mangiata una discreta l’altro ieri a Kobe, la prima decente da che sono in Giappone.
    Per il resto no ristoranti italiani non ne conosco… temo che anche Himeji sia messa maluccio, ma non sono andato molto in cerca quindi boh.

  3. Alessandro ha detto:

    Uhahahaha geniale xD

  4. massimo ha detto:

    Hai recensito 5 locali, di cui 3 con voto negativo.
    Non riesco quindi a fare a meno di pensare che siano gli unici 5 in tutta Takasago…
    Ma Himeji è più grande di Takasago?
    E quanto dista la tua città da Kobe?

    Nei prossimi giorni ti scriverò una mail.

  5. Tonari ha detto:

    Eheh no sono solo i 5 in cui vado di più e da Miyabi, nonostante gli abbia dato 5,5, ceno anche molto spesso perché è attaccato all’azienda.
    Ce n’erano almeno un altro paio di cui avrei potuto parlare, ma non volevo allungare troppo il post.

    Himeji è molto più grande di Takasago. Kobe con lo shinkaisoku sarà a 30 minuti circa.

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